
Avevo vent'anni.
E allora? Direte!
Una piccola scusante, non ero mica un ragazzino.
Conoscevo dei coetanei che amavano la pesca. (Con la e chiusa).
Da bambini questo istinto dell'uomo cacciatore, questa propensione atavica alla cattura della preda si manifesta in vari modi, quasi inevitabilmente crudeli, a discapito di poveri esseri indifesi. Poi per fortuna passa.
Non sempre. A volte torna in età adulta e in maniera decisamente più dannosa e ingiustificata.
Per me era un mix tra la voglia di appagare l'istinto di cui sopra e la voglia di fare qualcosa in compagnia di amici. Sicuramente se si fosse trattato di andare a pesca da solo non avrei neppure iniziato.
Cominciai con l'attrezzatura per arrivare addirittura alla licenza di pesca. Le catture non giustificavano di certo le spese, per fortuna! Erano sempre pesci di piccola taglia, niente di importante. Il loro sacrificio non mi impietosiva. Dovevo sfogare la frustrazione dei tentativi infruttuosi. Finché non mi capitò, un giorno, di catturare un esemplare di taglia abbastanza grande di Cyprinus carpio. Una Carpa. Lo scrivo maiuscolo per rispetto. E' un essere vivente di notevole bellezza. Vedere gli animali in tv non è esattamente la stessa cosa che tenerli tra le mani.
Tronfio dell'ammirazione invidiosa di coloro che mi erano intorno, non mi feci sfiorare dall'idea di rimetterla in acqua. Potevo ammirare la bellezza e la forza vitale di quell'essere. Eppure non mi rendevo conto della vanità e della crudeltà insita in quella cattura. Non trovai la saggezza di rinunciare al possesso di quella preda. No, non lo feci. La portai a casa, era il mio trofeo. Mi raccontai che l'avevo fatto per onorare quella preda, che meritava di essere cucinata e mangiata, perché non fosse un sacrificio inutile. Ne sacrifichiamo tanti di animali per la nostra alimentazione. Perché non quello? Già, sarebbe stata un'ipocrisia!
Beh, ipocrisia o no, quando, la sera, scoprii che tolto dal frigo, quel povero animale era ancora vivo, provai disgusto per quanto avevo fatto e mi vergognai di aver tolto la vita ad un essere così bello e pieno di vita.
Non ho più toccato una canna da pesca. Il divertimento era finito quel giorno.
Stamattina, tralascio il motivo, cercavo con Google una impastatrice. Mi sono imbattuto in questo sito "http://www.max-carpfishing.it/limpastatrice_.html". Sulle prime non capivo esattamente di cosa si occupasse. Ho letto tutta la spiegazione di come si può costruire una impastatrice "para-professionale" spendendo un centinaio di euro e risparmiandosi la spesa di almeno cinque volte superiore di andarne a comprare e cercare una usata. Tutta la spiegazione era fatta molto bene. Chi descriveva la cosa, non solo era stato molto abile nel costruire artigianalmente l'impastatrice, aveva anche speso molto tempo e passione nello spiegare e corredare di immagini il tutto. Alle spalle c'era grande abilità manuale, tecnica e progettuale. Fate un salto a vedere e vi renderete conto che non esagero.
Poi mi è andato l'occhio all'indice e ho letto che l'impastatrice serviva a preparare l'impasto delle Boile.
'Zzo so' 'ste boile?
Sono palline di pastone per la pesca alle Carpe!
E giù dosaggi, ricette, percentuali, analisi nutrizionali, additivi, attrattori, estrusori, macchine per rollare, cotture in acqua, a vapore... Si perché le boile vanno anche cotte.
Andate, andate! Andate a vedere che attrezzature! A livello di industria artigianale. Non scherzo!
Se non fosse per il fine, mi toglierei tanto di cappello davanti ad un sito così completo, ben fatto, pieno di nozioni sulla materia.
Uno studio ed una applicazione da cui traspare un amore ed una passione enormi per l'argomento. Pensando a certe facoltà delle nostre università quasi verrebbe di dire perché non una sulla pesca alle Carpe.
Per certi versi sono ammirato. Però mi domando: spendere tante energie in qualcosa di meno funesto, no?
Sicuramente se domandate agli appassionati del genere vi daranno tante belle giustificazioni e che i pesci catturati vengono ributtati in acqua.
Povere Carpe, vi penso e vi piango. Siete su questo mondo per il diletto di noi umani, non avete scampo.
Vi ricordo che i pesci rossi sono una varietà di Ciprinidi (leggi Carpe) selezionate e trasformate a piacimento dagli uomini. Cominciarono i cinesi già dal X secolo. E se volete levarvi la curiosità andate a vedere su Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Variet%C3%A0_di_pesce_rosso) la selezione a quali aberrazioni ha portato.